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Sandro POLATO
Ultimo aggiornamento
10 gennaio 2026
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In questa pagina si utilizzano i termini PUN, spread e PCV.
Semplificando:
Il PUN è il prezzo all'ingrosso (€/kWh, cioè euro per kilowattora)
Sulla bolletta ci sono tantissime voci ma quelle che serve conoscere sono solo 2 e sono quelle che variano dal fornitore a fornitore e determinano la convenienza di uno rispetto all'altro.
Tariffa indicizzata nel Mercato Libero
Come faccio a sapere se la mia tariffa è indicizzata?
Nel caso di tariffa indicizzata al PUN, i valori che dobbiamo trovare sono: lo spread, che è la differenza tra il costo in €/kWh della energia elettrica addebitata al cliente e il prezzo all'ingrosso (PUN) della stessa energia (espressa ancora in €/kWh) acquistata dal fornitore; il PCV (Costi di commercializzazione e vendita) mensile espresso in euro.
La convenienza di un fornitore si determina dal suo ricavo: più è basso e più è conveniente per il cliente.
La formula per determinare il ricavo del fornitore si calcola con buona approssimazione così:
Ricavo = (spread * energia consumata) + PCV
Ad esempio, supponiamo lo spread sia uguale a 0,03 al kWh, il PCV mensile sia 12 euro e il consumo in un mese sia stato di 200 kWh:
Ricavo= (0,03 * 200) + 12= 60 + 12 = 72 €
Tutto così semplice? No. Purtroppo tra tutte le voci che sono presenti sulla bolletta normalmente non sono evidenti proprio lo spread e il PCV (chissà perché), a meno che non si disponga della bolletta in dettaglio.
Ci sono tre modi per scoprire lo spread e il PCV nel caso di tariffa indicizzata:
1) Cercarli sul contratto di fornitura o sulla modifica unilaterale del contratto. Anche qui però la questione non è semplice perché ogni fornitore può indicare queste singole voci non solo come valore unico ma come un insieme di voci che possono comprendere una percentuale basata sul consumo di energia o sul valore del PUN o su altri meccanismi di difficile interpretazione. C'è da scoraggiarsi (anche nel cercare il contratto, che chissà dove sarà finito).
2) Chiamare il Servizio clienti del fornitore (il numero verde è sulla bolletta), chiedere conferma che la propria tariffa è indicizzata e chiedere il valore dello spread e del PCV. Se invece la tariffa è fissa, andare alla sezione successiva.
3) Se si ha la bolletta in dettaglio, allora il PCV è scritto nel dettaglio ma lo spread probabilmente non lo è. Lo puoi però calcolare. Cerca sulla prima pagina della fattura la voce Spesa per la materia energia. Essa comprende la componente PUN moltiplicata per i kWh consumati, la componente spread moltiplicata per i kWh consumati e il PCV mensile.
Lo spread si ricava così:
spread = (Spesa per la materia energia - PCV mensile) / (numero di kWh fatturati) - PUN
Facciamo un esempio di calcolo relativo al mese di gennaio 2024:
Spesa per la materia energia (si trova sulla prima o seconda pagina della fattura) = 73 euro
PCV mensile (sul dettaglio della fattura) = 9,50 euro
Energia elettrica fatturata = 440 kWh (la trovi sulla prima o seconda pagina della fattura)
PUN con incluse le perdite di rete relativo a gennaio 2024 (lo trovi su questa tabella) = 0,1156 €/kWh
Spread= (73 - 12)/440 - 0,1156 = 0,1386 - 0,1156 = 0,023 €/kWh
Di conseguenza:
Ricavo = (spread * energia consumata) + PCV
Ricavo = (0,023 * 440) + 12 = 10,12 + 12 = 22,11 euro + IVA
In questo caso si vede che il ricavo dovuto allo spread è inferiore al PCV mensile, cioè il fornitore ricava più dal prezzo della commercializzazione e vendita mensile che dalla vendita dei 440 kWh di energia elettrica.
Vediamo ora il ricavo considerando il consumo annuale di una famiglia tipo, che è di 2700 kWh.
Ricavo = (spread * energia consumata) + PCV annuale
Ricavo = (0,023 * 2700) + (12*12) = 62,1 + 144 = 206,1 euro + IVA
Ora che sappiamo il ricavo del fornitore della nostra bolletta vediamo se una offerta a tariffa indicizzata che abbiamo trovato su internet è più vantaggiosa della nostra.
Nell'offerta troviamo:
PCV mensile = 9,5 euro
Spread = 0,0118 €/kWh
In questo caso, dalla proposta, il ricavo del fornitore per 2700 kWh di energia elettrica risulta:
Ricavo = (spread * energia consumata) + PCV annuale
Ricavo = (0,0118 * 2700) + (9,5*12) = 31,86 + 114 = 145,86 euro + IVA
La nuova tariffa sembra più conveniente della nostra perché il ricavo del fornitore risulterebbe inferiore di 60,24 euro + IVA (206,1 - 145,86). Questo minor ricavo corrisponde infatti al nostro risparmio.
Vale la pena allora cambiare fornitore basandosi solo su questo risparmio di 60 euro? Probabilmente no. Ma ci sono altri fattori di cui tener conto per prendere una decisione, li vedremo al paragrafo Considerazioni finali.
Riferimenti a mono orario e una mensilità
Maggior tutela le condizioni economiche del contratto hanno una scadenza indeterminata
Tariffa fissa
Spread= (88 - 12)/290 - 0,0957 = 0,262 - 0,0957 = 0,1663 €/Smc